maggio 22, 2012

Lettera di Catia Naldini a Vincenzo Ceccarelli

San Giovanni V.no, 21/05/2012

Carissimo Presidente Vincenzo Ceccarelli,
Sono Catia Naldini, membro dell’Osservatorio sulla discarica di Podere Rota.
Mi sono permessa varie volte di inviarle la posta riguardante le problematiche concernenti la discarica di Podere Rota e
le segnalazioni di disagio dei cittadini, in modo che lei potesse farsi un’idea della situazione per venirci incontro
Le chiedo cortesemente di dedicare un po’ di tempo per leggere queste mie osservazioni e di esprimere le sue
riflessioni.
Stamani ho appreso dalla stampa della sua visita a Podere Rota ed ho proprio pensato che ci venisse incontro.
Ho poi ascoltato la sua intervista, e vorrei precisare alcune cose sulla discarica,riguardo alle sue dichiarazioni

quando lei dichiara: “Sembra ci siano stati dei disagi durante la fase di ampliamento, e che ora si
vadano attenuando” , non credo che sia un’espressione corretta.

Non è corretto dire che disagi sembrano esserci stati, perché i disagi ci sono stati effettivamente e appare
evidente “la consapevolezza del disagio, nei documenti che descrivono l’iter di approvazione dell’ampliamento.
(verbali della conferenza dei servizi, che posso anche fornirle)
non è corretto dire che i disagi si stanno attenuando perché adesso sono d’intensità maggiore.
Pensavo che i disagi odorigeni lamentati dalla popolazione residente, noti tanto al Gestore, quanto alle Autorità
competenti , meritassero anche in virtù del principio di precauzione, l’adozione di strumenti di tutela sanitaria
adeguati.
Le ricordo a rimarcare la delicatezza e l’entità dell’argomento, le considerazioni rese dall’ASL a suo tempo nella
nota n°50776 del 22.09.2009 che riportava; ” il perdurare delle emissioni odorigene nel tempo può essere causa di
disturbo e alterazione dello stato di benessere psico-fisico della popolazione interessata…”.

I disagi olfattivi per varie cause, sono stati sempre presenti e disturbanti, da quando è stato realizzato l’impianto di
compostaggio (più di tre anni fa) a ora che il conferimento dei rifiuti è sul primo modulo dell’ampliamento .
Le chiedo:

Come a stato possibile autorizzare l’ampliamento “senza valutare la situazione di disagio olfattivo
antecedente”?:

-la valutazione ambientale non è stata fatta e si sono limitati a prevedere prescrizioni integrative di altri
provvedimenti autorizzativi e a disporre campagne di rilevazione ….”per il futuro”.

Nella seduta del 30.12.2010 la Conferenza dei Servizi, prende atto dell’avvio di un programma sperimentale di
monitoraggio delle emissioni odorigene mediante la partecipazione di ARPAT. USL, CSAI e TB come pure dei
cittadini residenti e dispone l’avvio della prima campagna di rilevazione per lo 01.02.2011, “rinviando l’adozione
di ulteriori prescrizioni e/o provvedimenti agli esiti del monitoraggio”!

Ebbene, sulla scorta di tali premesse e dunque in assenza degli esiti del futuro monitoraggio, la conferenza
dei servizi HA COMUNQUE CONCLUSO IL PROCEDIMENTO CON PARERE FAVOREVOLE DI COMPATIBILITA’
AMBIENTALE!

Le chiedo:
– la procedura di Via ha risposto alle finalità previste dalla legge?
-Non le sembra che si siano limitati solo una mera applicazione formale di norme che dovrebbero operare in
chiave preventiva a tutela della salute e dell’ambiente? .

IL MONITORAGGIO NON POTEVA AVERE ALTRA UTILITÀ SE NON QUELLA DI ATTESTARE LA
PRESENZA DI UN IMPATTO ORMAI IRREVERSIBILMENTE PRODOTTO, FRUSTRANDO COSÌ’ LE FINALITÀ DI
TUTELA PREVENTIVA PERSEGUITE DALLA PROCEDURA DI VIA.

-benché la prima fase del monitoraggio che si è svolta tra marzo e giugno 2011 si sia conclusa, gli esiti non sono mai
stati resi noti, (forse non ancora elaborati i dati).,nonostante le numerose richieste rivolte agli Enti ufficiali da parte
dell’Osservatorio, del Comitato Le vittime di Podere Rota, dei cittadini, , ( se vuole le mando copia anche di queste)

e c’è di più :
-la seconda fase della campagna di monitoraggio, prevista a settembre 2011 non é stata ancora attivata!
“pertanto i profili relativi alle lamentate emissioni odorigene non risultano esaminati nè in via preventiva (VIA) nè in via
successiva, essendo vuoti di senso e di portata, prima la procedura di VIA e poi la prevista campagna di monitoraggio.”

I fatti non lasciano dubbi circa l’origine delle immissioni odorigene e gli effetti di molestia subiti da noi cittadini, essendo
costanti nel tempo e plurime le segnalazioni di odori sgradevoli riportati dalle note della ASL, della polizia municipale dai
verbali di sopralluogo di ARPAT, dai membri dell’osservatorio, dal corpo forestale, …
Le chiedo ora
su quali basi lei dice: ” sembra ci siano stati dei disagi durante la fase di ampliamento, e che ora si vadano
attenuando…”?
Lei, è al corrente degli esiti del monitoraggio? Sa perché è stato interrotto?”

2) lei dice “la Provincia si è incontrata con i tecnici per suggerire ulteriori modifiche e
prescrivere ulteriori accorgimenti per mitigare ulteriormente il disagio ”

Le chiedo:
Tutto questo, non le dà la consapevolezza che il disagio esiste e che le prescrizioni della VIA non hanno
mitigato il problema.?

3) lei dice che di podere Rota :”si tratta di un impianto importante..”.

Le chiedo:
Lei ha stima di quanto impatta sul Territorio?
Non le sembra che l’impianto sia importante principalmente e propriamente per l’impatto importante che
ha sul territorio?
Non dimentichiamo
-la svalutazione degli immobili e delle attività che ricadono sulla zona.
-il flusso dei mezzi pesanti ,
-il proliferare di mosche e moscerini, la presenza di flotte di gabbiani
-il superamento dei limiti delle CSC delle falde acquifere.!
Le chiedo:
Lei sa che, nonostante la piena consapevolezza, da parte del gestore e degli Enti, del superamento di
numerose CSC, (testimoniate dai verbali arpat e della relazione del tecnico di parte professor Beretta) sia
nella falda collinare, che in quella di fondovalle , non si è pensato minimamente di procedere alla bonifica
del sito contaminato?
Lo sa , che LA BONIFICA è stata del tutto pretermessa?
La bonifica avrebbe potuto rallentare o bloccare l’imminente realizzazione dell’ampliamento della
discarica?.
Non vorrei annoiarla ,ma avrei da dirle ancora tante cose, comprovate da tanti dati, (che se le interessano sarei felice di
fornire ),
Mi rammarica trovare la conferma nelle sue affermazioni che “fino ad ora il Valdarno si è fatto carico dello
smaltimento dei rifiuti del territorio” , e poi nello stesso apprendere ancora dalle sue affermazioni che
realizzerete una nuova discarica proprio nel valdarno, che “fino ad ora il Valdarno si è fatto carico dello smaltimento
dei rifiuti del territorio

lei dove abita? Non pensa che gli abitanti che vivono il disagio delle discariche da decine di anni abbiano il
diritto ad una pausa nella loro vita? o di potersene andare da questo territorio?
Nei vostri piani cosa è previsto per compensare ( brutta parola)il disagio subito dalle popolazioni che
vivono le discariche? Mi sa dire lei qualche opera fatta a beneficio della popolazione che subisce i disagi
della discarica
Lei è al corrente che un’ampia zona intorno a Podere Rota non è servita dal servizio idrico? lo sa che molti
pozzi sono inquinati?
. Mi sa dire i quale opera fè stata fatta a beneficio della popolazione che subisce i disagi della discarica?

4) quando dice ” il nostro obiettivo e il nostro ruolo sarà puntuale affinchè tutti i territori possono vivere

di un’autosufficienza il trattamento dei rifiuti affinchè non siano sempre gli stessi a doversene far carico
come sta succedendo adesso qui nel Valdarno!

Il vostro Obiettivo sarà puntuale anche nella costruzione di le Borra?
Lo sa che il territorio del Valdarnio “ gode” nell’arco di pochi km della presenza ben 4 discariche
costruite nell’arco di 25 anni, sempre ma una per volta?
di chi è il ruolo, di protegge il nostro territorio diventato terra di discariche.?”,di chiquello d la tutela dei
CITTADINI DEL VALDARNO
Lei parla di autonomia del territorio ma NEL PIANO interprovinciale di gestione rifiuti questa non c’è,
AVETE PREVISTO UN INCENERITORE (costruito per giunta sul bacino di espansione di un fiume) LE CUI
CENERI DOVREBBERO ANDARE A PODRE ROTA. ( altro territorio di diversa competenza e provincia)?

Siamo così amareggiati e sconfortati che spesso siamo portati a pensare male, ma me lo dica lei :

pensiamo male ,quando siamo convinti che chi ci doveva proteggere e tutelare ha guardato in primis
di portare avanti i piani programmati, senza fermarsi neanche di fronte a tante denunce e emergenze
ambientali?.
Cosa vi aspettate da noi, i cittadini del valdarno? Comprensione gratitudine? Dal vostro approccio non
si evince: ci saltate direttamente a piè pari, parlate del Valdarno del territorio… non rammentate mai i
cittadini.. siamo tanti e abbiamo tutti un volto e una storia
Lo sa che molti politici sono andati in visita alla discarica ma solo pochi sono venuti a visitare le nostre
abitazioni, i nostri terreni a visitare NOI CITTADINI, a incontrarci nella sede del comitato, o chiedere
chiarimenti ai rappresentanti dei cittadini nell’Osservatorio che si è costituito per la discarica di Podere
Rota?
Perché? perché NON CI CHIEDETE SE STIAMO MEGLIO O PEGGIO, SE ABBIAMO BISOGNO DI QUALCOSA,
O SEMPLICEMENTE SE VOGLIAMO SCAPPARE DA QUESTO POSTO?
Perché non venite a toccare con mano e a vivere il disagio anche solo per un giorno?
Perché non rispondete ai nostri appelli? non credete alla nostra situazione? Non credete alle nostre
denunce ?
Se Voi non credete in Noi, NOI come facciamo ad aver fiducia in VOI?

Pregandola sentitamente di rispondere a queste mie riflessioni
La saluto cordialmente

Catia Naldini

maggio 19, 2012

APPROVAZIONE LEGGE REGIONALE N. 145 DEL 2012

In materia di governo del territorio e difesa del rischio idraulico

Le sottoscritte Associazioni apprendono con rammarico l’approvazione della legge in oggetto,
avvenuta stamani in consiglio regionale.
Non solo la legge è stata approvata con i voti favorevoli del PD e di IDV (il voto contrario di
Mauro Romanelli Sinistra Ecologia e Libertà Monica Sgherri e Paolo Marini federazione della
sinistra Gianluca Lazzeri e Antonio Gambetta Vianna lega Nord, e l’astensione di UDC), ma
è stato respinto anche l’emendamento all’art. 2, comma 2, lettera b, presentato dal PDL. Tale
emendamento mirava solo a togliere la frase: “lo stoccaggio, il trattamento, lo smaltimento ed
il recupero dei rifiuti”. Frase che non lascia alcun dubbio sul pre-confezionamento fatto a misura
sulle problematiche dell’inceneritore di Selvapiana. Non ci convincono le parole del consigliere
Gazzarri di IDV che ribadisce, in aula, che la legge non è fatta “ad hoc” per l’inceneritore di
Selvapiana perché riguarda oltre 900 km2 del territorio della Toscana (che potesse interessare
tante altre cose nessuno lo aveva messo in dubbio). Solo se avesse votato l’emendamento allora si
potrebbe credere a quelle affermazioni

In aula è emerso anche che “ la fretta” con cui si è voluto fare queste modifiche ( che più che
modifiche a questo punto somigliano di più ad una nuova legge in tutto e per tutto, che sconfessa
anche quanto stabilito in precedenza!), non ha consentito di fare una ricognizione delle opere che
erano rimaste bloccate in modo mirato ( con qualche eccezione) per valutare caso per caso cosa
era meglio fare.
Tale elenco, che noi abbiamo già richiesto ai consiglieri regionali con un precedente comunicato,
evidenzierebbe se tra gli impianti di incenerimento vi siano o meno altri impianti, già previsti
dai piani, oltre a quello del comune di RUFINA. Questo dimostrerebbe la buona fede di chi è
convinto che la frase dell’art. 2 comma 2, non si riferisca in particolare all’impianto di Selvapiana.
Elenco che ci auguriamo venga richiesto urgentemente anche dalle forze politiche con cui
abbiamo condiviso queste posizioni, almeno per quanto riguarda gli inceneritori ( quanti mai
ce ne saranno?).

L’aver “agevolato” la probabile costruzione dell’impianto significherà soprattutto costi aggiuntivi
da addebitare ai cittadini attraverso la TIA ( o come si chiamerà in futuro) per:
1- fare le opere di natura idraulica per garantire, dice la legge, “la messa in sicurezza per un tempo
di ritorno duecentennale, senza aggravare la pericolosità idraulica al contorno” ( pericolosità
che in questo caso non è dovuta solo ad un fatto strettamente idraulico – che ricordiamo si basa
su calcoli matematici-probabilisitci – ma anche per un possibile inquinamento causato da un
eventuale “collasso dell’opera” dovuto per esempio al verificarsi di una piena superiore a quella
ipotizzata in progetto. Le alluvioni di questi ultimi anni ci dimostrano che può succedere più
spesso di quanto non si pensi!);
2- i costi aggiuntivi per gestire un impianto “piccolo”, sotto la taglia minima così come definita dal
Piano Regionale, aspetto sui cui tutti concordano, inceneritoristi e non;
3- gli sforzi e i contributi di solidarietà in caso di catastrofi come quelle della Lunigiana!!

RIMANIAMO SBALORDITI e SENZA PAROLE per quanto è successo intorno a queste
modifiche della legge e, NON E’ COSA DA POCO, nel dover constatare quanta poca
COERENZA, serietà e giustizia, vi siano nelle tante dichiarazioni sulla necessità dei due articoli
messi in finanziaria 2012 dopo le alluvioni, ribaltate in parte, col voto di oggi.

Leggiamo sul sito della Regione, all’interno dell’EBOOK1 “Cosa insegna il fiume – Le alluvioni
in Lunigiana e all’Isola d’Elba e la difesa del territorio in Toscana”, tutte le buone intenzioni
che hanno suggerito l’introduzione, dopo gli eventi delle alluvioni del 2011, dei due articoli
addirittura in una Finanziaria (a cui non competeva legiferare in questa materia). Riportiamo alcuni
passaggi che non hanno bisogno di essere commentati.
Nell’ebook infatti si legge: la “ svolta nel governo del territorio” della Toscana: la decisione
assunta dalla Regione con la finanziaria 2012 di non consentire più l’edificazione nelle
zone a pericolosità idraulica molto elevata, negli alvei dei corsi d’acqua, nelle golene [ndr.
l’inceneritore è all’interno di una golena individuata dal PAI], sugli argini e sulle fasce laterali per
una larghezza di dieci metri”(Susanna Cressati) .
Mentre Enrico Rossi scrive: quanto è successo è a causa di “problemi, legati senz’altro anche alle
caratteristiche degli eventi meteorologici sempre più violenti ed improvvisi che colpiscono con
sempre maggiore frequenza il territorio regionale. (….) “d’ora in poi mai più” si costruisce ( …)
nelle aree ad alto rischio idraulico e non si “tombano” i corsi d’acqua”. (…)”nelle zone a elevato
rischio idraulico è bene passare dal concetto di “messa in sicurezza” a uno più ampio: le zone
di pertinenza fluviale, anche se non coincidono con l’alveo propriamente detto, devono essere
lasciate alla vita del fiume”. (…) “A chi osserva che norme e vincoli esistevano già, ho ricordato

che alcuni di questi si potevano aggirare con opere di cosiddetta messa
in sicurezza [ndr. ci verrebbe da dire proprio come nel caso in questione !!]. Il nostro
principio non ha deroghe, abbiamo eliminato i ‘se, ma, però’.” (….)

E ancora Rossi: “Ambiente, ora divieti ferrei. Non chiederò più sacrifici ai toscani”. (……)
«La politica sull´ambiente deve compiere una svolta decisa, l´uso del territorio va completamente
ripensato, non ci si può stracciare le vesti dopo ogni alluvione. Questa volta ho dovuto chiedere
un sacrificio a tutti i cittadini toscani che per un anno pagheranno più cara la benzina. Ma una
seconda volta non ci sarà, non pretenderò contributi di solidarietà senza prima aver imposto
vincoli severissimi». (….) «Voglio dire che si sono fatte case in posti dove non dovevano essere
costruite (….). Tutto questo deve finire per sempre, è una follia». (…) “ho inserito una serie di
articoli che entreranno in vigore subito: niente più edificazioni in alveo, in golena, a dieci metri
dal ciglio o dall´argine e soprattutto stop ai tombamenti dei fiumi”.

ALLE PAROLE OGGI ABBIAMO ASSISITITO AI FATTI CHE SONO ANDATI
TUTTI IN DIREZIONE OPPOSTA A QUANTO CI SI ERA PREFISSI
NON PIU’ TARDI DI 6 MESI FA!

Prendiamo in uso, modificandola, una frase che ha citato il consigliere Marcheschi stamani in Aula
riferita a questi cambi di direzione, facendo riferimento ad una canzone di Battiato, in cui si spera
che si trovi al più presto “Il centro di gravità permanente che non faccia mai cambiare idea sulle
cose, sulla gente”.

Si ringrazia tutti coloro che hanno reso possibile l’approvazione di questa magnifica legge
ricordando che le responsabilità non saranno solo di chi dovrà rilasciare i vari permessi, ma
anche di chi ha consentito che tutto questo avvenisse con delle modifiche ad hoc, approvate in
fretta e furia per i tempi stretti!

VI RICORDIAMO CHE SIAMO SEMPRE IN ATTESA DEL GIUDIZIO DEL
CONSIGLIO DI STATO E CHE, NEL CASO VENGA RILASCIATA L’AIA, NON
ESITEREMO A RICORRERE DI NUOVO AL TAR.

Rufina, 16 Maggio 2012
Italia Nostra-Onlus- Associazione Valdisieve e Associazione Vivere in Valdisieve

maggio 3, 2012

Osservazioni di SEL e Sinistra Solidale

Queste sono le osservazioni al PIR che abbiamo inviato come circoli SEL del Valdarno, le stesse sono state inviate anche a firma della lista SEL/IDV di Figline e dalla lista SINISTRA SOLIDALE di Incisa.

 

Proposta osservazioni def partiti

aprile 30, 2012

Osservazioni: come presentarle

OSSERVAZIONI AL PIANO INTERPROVINCIALE DEI RIFIUTI

COME SI POSSONO PRESENTARE:

In forma scritta (ed eventualmente anche su dischetto)

– tramite fax ( con fotocopia del documento)
– con raccomandata con ricevuta di ritorno (preferibile per la certezza di arrivo)
– con PEC ((preferibile per la certezza di arrivo) L’indirizzo per contattare la Provincia di Firenze via posta certificata è: provincia.firenze@postacert.toscana.it

Entro 60 gg. dalla data del 7 marzo 2012 – pubblicazione sul BURT (dovrebbe essere entro sabato 5 maggio 2012)

Intestandole a :

Alla Provincia di Firenze

Direzione Ambiente e Gestione Rifiuti

Via G. B. Mercadante n. 42

50144 FIRENZE

Oggetto:

Piano Interprovinciale di Gestione dei Rifiuti di ATO Toscana Centro
(Province di Firenze, Prato e Pistoia), relativo ai rifiuti urbani, ai
rifiuti speciali anche pericolosi, ai rifiuti urbani biodegradabili
(RUB), ai rifiuti di imballaggio e ai rifiuti contenenti PCB;
corredato del “Rapporto Ambientale”, della “Sintesi non tecnica” e
della “Relazione del Garante della Comunicazione”, ai sensi dell’art. 12
della l.r. 25/98 e smi e della l.r. 10/2010 – Avviso di adozione ai sensi
dell’articolo 12, comma 6, della legge regionale 18 maggio 1998, n. 25.

***********

Il sottoscritto/a………………………….nato/a a …………… il …………….. residente

a …………………. in Via/P.zz……………………n…………………

COD. Fiscale N. ……………………

Trasmette le seguenti OSSERVAZIONI:
Testo:

————————–
data

firma

aprile 27, 2012

Tutto un Altro Piano

Ecco qua l’ultima versione del nostro piano alternativo:

 

Linee Guida per un Piano Alternativo di (Ri)ciclo dei Rifiuti in Toscana (R9)

aprile 26, 2012

Le nostre osservazioni al Piano Interprovinciale

Queste qui sotto sono le osservazioni elaborate dagli esperti che fanno parte della Rete Valdarno Valdisieve e lavorano in modo totalmente volontario.

Il docmento è ancora in elaborazione ma abbiamo pensato di renderlo pubblico in modo che chi vuole possa a sua volta fare osservazioni simili (o anche uguali) ed inviarle.

OsservazioniPIR-Finale-2012

sono graditi commenti e suggerimenti.

aprile 26, 2012

Alcune Osservazioni al Piano Interprovinciale dei Rifiuti

Le osservazioni qui riportate sono state elaborate da alcuni partiti di sinistra e poi condivise sia dalla nostra Rete che dai Comitati della Piana di Firenze.

Qui il file da scaricare:

alcuneosservazioniPIR

 

aprile 24, 2012

Catia Naldini al Consiglio Comunale aperto di Terranuova

 Intervento di Catia Naldini effettuato il 23 Aprile 2012 al Consiglio Comunale Aperto a Terranuova Bracciolini richiesto dalla Rete

Buonasera,

innanzi tutto ringrazio l’amministrazione per averci concesso l’audizione con la Commissione Ambiente e ancora stasera il Consiglio Comunale Aperto.

Sollecito un maggior rapporto diretto dei consilieri comunali con le associazioni e i rappresentati dei cittadini per instaurare un sistema di ascolto reciproco che in questi momenti di grande disagio e sfiducia sarebbe veramente utile per stabilire un clima di scambio e confronto reciproco .

Siamo qui ancora una volta perché riteniamo che l’amministrazione di Terranuova può giocare un ruolo importante nelle dinamiche che si stanno sviluppando sul territorio Toscano in materia di gestione rifiuti , intendo con questo la pianificazione dei siti e la realizzazione di certi tipi di impianti e la scelta di percorrere strade virtuose e sostenibili.

Abbiamo avuto modo di presentare, e lo faremo anche stasera ,i progetti della rete dei comitati movimenti e associazioni del Valdarno e Valdisieve e di illustrare le osservazioni che presenteremo al PIR (FI- Po-PT) .

Stasera chiediamo un impegno concreto alla vostra amministrazione, chiediamo di presentare le osservazioni al Pir ( FI- Po-PT) e di adottare azioni concrete, per promuovere iniziative virtuose e farsi da sostenitrice e promotrice oltre il confine del proprio Comune e Provincia in materia di gestione rifiuti e soprattutto adoperarsi affinchè le scelte gestionali e di localizzazione degli impianti di smaltimento rifiuti, siano fatte con criteri che rispettino le normative e tengano conto a livello etico della realtà e

dei problemi già esistenti nel territorio

Le problematiche per l’ambiente e per la salute dei cittadini che scaturiscono da pianificazioni e gestioni inappropriate si distribuiscono con criteri che non tengono conto dei confini naturali, o di Comune o di Provincia. Chiediamo una gestione più integrata ,vasta e sostenibile.

Tanto per fare un esempio parliamo della realizzazione della discarica di Le Borra.

Abbiamo visto nelle nostre osservazioni presentate che non sembra adeguata la scelta del luogo , per la morfologia, per la natura del sottosuolo per i vincoli paesaggistici e idrici ,

Ma anche ammesso che si dimostri tecnicamente che la realizzazione sia fattibile, e che abbiamo ancora bisogno di discariche per smaltire i rifiuti, e ancora discariche autorizzate per a certi tipi di rifiuti come ad esempio carta e materie plastiche……

E’ possibile che ancora una volta si sia scelta una località posta al confine estremo della provincia di Firenze , come “Arezzo” a sua volta al suo confine estremo con Fi, quindi ancora una volta sul Valdarno sul confine di San Giovanni e Cavriglia , vessate da 25 anni da discariche nel territorio (alcune ancora da bonificare) …a soli sette (7) km dalla discarica di Podere Rota dove Firenze conferisce da decine di anni e dove sembra che possa conferire fino al 2021 o fino che la discarica avrà vita?

Signori, noi che subiamo queste scelte che di strategico anno ben poco, chiediamo di intervenire ORA ! perché è ORA che la situazione lo IMPONE, e di fare veramente qualcosa di concreto:

Vi chiediamo di esigere a nome dei cittadini e del territorio che rappresentate

LO STRALCIO DELLA DISCARICA DI LE BORRA,

  • perché a livello normartivo e tecnico non ci sono i presupposti per la realizzazione

  • perché soprattutto questo territorio, questi cittadini, questa vallata hanno già dato.

E ribadiamo:

NO! alla discarica di Le Borra!

NO ! al nostro territorio e a Podere Rota come merce di scambio,

NO! conferimento dei rifiuti di Fi su Podere Rota oltre la scadenza del presente accordo (2014)

NO! Al conferimento su Podere Rota da qui al 2014 dei rifiuti se da Fi non danno prova nell’immediato di adottare misure spinte di raccolta differenziata e scelte appropriate e compatibili con il territorio.

NO! Senza sensi di colpa ! perché saranno questi NO che aiuteranno a CRESCERE e a ristabilire le regole e l’equilibrio naturale.

Dobbiamo ora prendere le decisioni per il futuro, non c’è emergenza che giustifichi scelte avventate o inadeguate , ciascuno si assuma le proprie responsabilità prima che sia troppo tardi, i nostri figli pagheranno quello che noi non siamo riusciti a fare oggi.

Noi chiediamo che tutti i comuni della vallata con Terranuova in primis in quanto sede di impianti di smaltimento rifiuti, diventino non solo protagonisti ma anche garanti per la difesa del nostro territorio, e della qualità di vita dei cittadini.

Terranuova non può esimersi da intervenire sulle scelte e pianificazioni degli altri comuni e delle altra province, perché a Terranuova in quanto sede di discarica si sono sempre riflesse le scelte organizzative degli altri territori e ribaltati i problemi dovuti alle inadempienze degli altri comuni e delle altre province.

A Terranuova in seguito agli accordi interprovinciali con la provincia di Fi sono arrivati dal 98 i rifiuti di Firenze e delle province del Valdarno fiorentino, l’ultimo accordo prevede fino al 2014 il conferimento dei rifiuti del comprensorio fiorentino, per un valore annuo massimo di 100.000 mc di rifiuti.

Basti pensare che nel primo modulo dell’ampliamento si possono conferire annualmente 250.000 mc di rifiuti e di questi 100.000 sono rieservati a Firenze

Questo significa per la discarica di Podere Rota che se in tutti questi anni non fossero stati conferiti i rifiuti di Firenze e province fiorentine, non si sarebbe ancora dovuta ampliare. E se continuiamo di questo passo arriveremo presto ad una altro ampliamento sempre giustificato come in precedenza da situazioni di emergenza dovute all’incapacità di adottare le dovute iniziative .

Con gli accordi interprovinciali La provincia di Arezzo con la provincia di Firenze ha avvallato i ritardi delle pianificazioni e le inadempienze di Firenze

Questi accordi che sono delle vere e proprie concessioni senza subordinazioni , stipulati da anno in anno non hanno incentivato e fatto sì che Firenze si prendesse le proprie responsabilità e si organizzasse autonomamente, almeno con raccolte differenziate spinte visto la mancanza di impianti autonomi. (basta pensare che solo in poche zone a Firenze si fa la raccolta differenziata).

Terranuova ha sempre accettato passivamente tutti gli accordi senza porre condizioni.. Nell’ultimo accordo tra le province è spiegato bene che tutti i rifiuti urbani del comprensorio Fiorentino prima di essere conferiti in discarica di Podere Rota devono passare da impianti di selezione e compostaggio, ove ne sono sprovvisti ,devono passare da T.B. Questo non succede però per alcuni comuni fiorentini, e ci domandiamo perché il comune di Terranuova non si mobiliti verso la Provincia per far rispettare almeno questi accordi e in generale non si adoperi presso tutti i comuni che conferiscono in discarica per incentivare la differenziata spinta ed esigere per gli altri tipi di rifiuti specifiche ad alto livello di qualità in previsione che la Discarica di Podere Rota possa divenire il luogo di raccolta delle ceneri anche pericolose da inceneritori e termovalorizzatori, chiediamo a codesta amministrazione di mobilitarsi e prevenire scelte inappropriate .

La natura non aspetta le nostre scelte o i nostri ripensamenti , la natura ha le sue leggi e il suo equilibrio e noi lo stiamo stravolgendo

,

Impegnamoci tutti affinchè i Comuni della vallata diventino protagonisti nella difesa del territorio, a partire dalla gestione del ciclo dei rifiuti virtuosa e sostenibile.

Catia Naldni -rapp.dei cittadini nell’Osservatorio di Podere Rota – a nome della Rete dei comitati Valdarno e Valdisieve

aprile 21, 2012

Sporchi da morire

Tra le attività promuoviamo anche la visione di questo interessantissimo film documentario:

 

aprile 20, 2012

Consiglio Comunale aperto a Terranuova

LUNEDI 23-aprile-2012 alle ore 21:15 presso la Sala Consiliare di Terranuova Bracciolini si svolgerà un Consiglio Comunale Aperto richiesto dal Comitato “le Vittime di Podere Rota”e dalla Rete dei comitati e Associazioni del Valdarno Aretino, Fiorentino e Valdisieve .

Parleremo della gestione dei rifiuti e della salute del nostro territorio.

Preoccupati per la situazione dell’ambiente nel nostro territorio, abbiamo costituito un insieme di realtà sociali, associative, politiche.

Lavoriamo in stretta collaborazione con chiunque intenda contrastare l’attuale politica ambientale e di gestione dei rifiuti in Toscana.

Vogliamo far conoscere un Piano di smaltimento dei rifiuti diverso e alternativo al Piano Interprovinciale recentemente adottato dalle province.

Ci impegnamo affinchè i comuni della vallata diventino protagonisti nella difesa del territorio, a partire dalla gestione del ciclo dei rifiuti virtuosa e sostenibile.

Le problematiche di disagio per l’ambiente e per la salute dei cittadini che scaturiscono dalla cattiva pianificazione e gestione degli impianti di smaltimento rifiuti, si distribuiscono con criteri che non tengono conto dei confini naturali, o di Comune o di Provincia. Chiediamo una gestione più integrata ,vasta e sostenibile.

Chiediamo alle amministrazioni locali di farsi da portavoce dei cittadini della vallata e di adottare azioni concrete, affinchè le scelte gestionali e di localizazione degli impianti di smaltimento rifiuti, siano fatte con criteri che tengano conto della realtà e dei problemi già esistenti nel territorio.

Cittadini, partecipate numerosi!

Noi del Comitato “le vittime di Podere Rota“ e della Rete del Valdarno Aretino, Fiorentino ci saremo!